venerdì 21 aprile 2017

Gite fuori porta inglesi

Al contrario degli altri anni, questa volta mia sorella si è presa un po' di ferie, inoltre il tempo è stato abbastanza clemente e quindi siamo riusciti a fare qualche gita fuori porta.

Wollaton Hall
Il più grande e conosciuto parco di Nottingham, dove scorrazzano felici scoiattoli, papere, cigni e soprattutto un nutrito branco di cervi! Il parco è davvvero enorme, c'è un bel parcogiochi recitanto per i bambini, un laghetto, un campo da golf, molti sentieri e la villa che domina la collina ospita il museo di storia naturale e il museo industriale di Nottingham.
Siamo stati talmente fortunati che la domenica in cui avevamo programmato la gita a Wollaton Hall ci sono stati 20°, cioè per queste zone era estate piena!! Noi abbiamo semplicemente passato mezza giornata circondati dal verde: prima un po' di parcogiochi per far scatenare i piccoli, mentre la Sister si faceva la sua corsettina, poi un bel picnic tutti insieme e infine una passeggiata alla ricerca dei cervi. Fantastico!

Lincoln
A un'oretta di strada da dove vive mia sorella si trova questa tipica città inglese, con un'imponente cattedrale e un castello che custodisce la Magna Carta.
Noi ci siamo arrivati per ora di pranzo e abbiamo scelto un'originale Tearoom vegetariana per il pranzo, poi abbiamo fatto un bel tour della cattedrale e infine una bella corsa nel prato del castello, ad accesso libero. Volevamo fare la passeggiata sulle mura del castello, ma ci siamo svegliati troppo tardi, ossia venti minuti prima della chiusura (h.17!!).

Nottigham by night
Finalmente, dopo tre anni sono riuscita a farmi portare a fare un giro per Nottingham senza nani al seguito e, soprattutto, di sera!
E' una città molto giovane, essendo la sede di una delle migliori università d'Inghilterra, quindi il centro è ricco di pub e ristoranti aperti fino a tardi, considerati ovviamente gli standard inglesi ;P
Noi ci siamo particolarmente affezionate a un pub con cucina caraibica, il Turtle bay, anche se nè lì, nè altrove ho assaggiato un mojito fatto come si deve!

Bolsover Castle
La nostra gita tutti insieme di Pasquetta! Il Bolsover Castle fa parte del English Heritage, in cui si trovano monumenti storici del calibro di Stonehenge.
Il castello di per sè non mi ha molto colpito, è innanzitutto una ricostruzione del 1500 di un castello medievale, inoltre al suo interno non vi  nulla, se non un paio di stanze allestite più che altro per i bambini (sala del trono e sala dei travestimenti) e le cucine. Il parco è invece molto bello, pieno di fiori e ben curato, con l'eccezionale parcogiochi dei bambini costruito in legno come fosse un castello. Inoltre, essendo periodo di vacanze scolastiche, c'erano varie attività per i bimbi, il che non guasta.
Il biglietto è piuttosto caro, ma se vivete da queste parti o pensate di poterla utilizzare, c'è una vantaggiosa card per famiglie (1 adulto + 6 bambini o 2 adulti + 12 bambini) della durata di un anno (o 15 mesi se pagate tutto insieme) che vi farà entrare gratis in tutti i siti del English Heritage e vi darà sconti in altri luoghi ad esso associati. Anche il bar/ristorante non è proprio economico, quindi se potete organizzatevi con un pranzo al sacco.

Quest'anno devo dire che siamo stati proprio fortunati con il clima, anche se senza mia sorella e mio cognato non possiamo muoverci se non con i mezzi (hanno fatto un'assicurazione per la macchina per cui possono guidare solo loro), credo che se dovessi tornare con il Navigante prenderemmo una macchina a noleggio perché sennò è da spararsi davvero nelle p@lle!!
Domani si rientra e ne sono ben contenta, ho voglia di sole, mare, caldo e, soprattutto, casa mia!

mercoledì 12 aprile 2017

Sopravvivenza a pioggia e cinque bambini

La Belva, dopo due giorni in cui stava meglio, ieri pomeriggio ha avuto un altro picco di febbre, correlata probabilmente alla tosse che ha iniziato ad avere lunedì.
Il tempo bello ci ha già salutati e stamattina ci siamo svegliati con un cielo nuvoloso e il vento freddo.
ERGO: cinque nani chiusi in casa e solo io e mia madre a gestirli senza poterci muovere se non a piedi, visto che i padroni di casa lavorano.

Per sopravvivere io ho rimesso in ordine tutti i giochi nelle rispettive scatole (in questi giorni mettere in ordine significa schiaffare tutto nel primo posto utile...) e questo gli ha permesso di ritrovarsi davanti cose che non pensavano di avere, giochi sepolti sotto al divano ritornati alla luce, libri non ammassati, ma in riga e quindi più facilmente consultabili...sembra una cazzata, ma provare per credere! L'ordine li invoglia a giocare molto più volentieri, tutti i giochi sono ben visibili e rende anche più facile il momento del riordino.
Mia madre nel frattempo si è portata fuori i quattro nani sani e ha raccolto un po' di fiori del tarassaco e pannocchiette viola (il nome vero è muscari, ma noi le abbiamo sempre chiamate così); rientrati ci siamo messi a colorare le uova per Pasqua con i fiori raccolti e le bucce di cipolla. E' un lavoretto carino, le uova sono tutte decorate e poi si possono anche mangiare, visto che si usano prodotti naturali.
Ecco il risultato:


Per farli serve del filo che tenga i fiori attaccati all'uovo e dei fazzoletti di stoffa o strofinacci in cui avvolgere uova+fiori; si mettono in acqua con un pugnetto di sale e si cuociono per circa 8 minuti dall'inizio del bollore, lasciandoli poi fermi fino al raffreddamento.
Ho letto in giro che si possono colorare con moltissimi ingredienti naturali: caffè o thè nero/marrone, barbabietole/rosa o viola, cavolo rosso o karkadè/rosso o rosa, zafferano o curcuma/giallo, spinaci/verde, paprika/arancione...In questo caso però i colori saranno omogenei, mentre con i fiori vengono dei veri e propri disegni.

Mattinata quindi passata in velocità e, siccome ce lo siamo meritate, durante la siesta nanerucola ho comprato su Groupon un paio di orecchini Swarovski per mia madre e una borsa Desigual per me, entrambi super scontati.
Giornata particolarmente soddisfacente :)

martedì 11 aprile 2017

Un intero villaggio

Non sono scomparsa, ma sono partita per le vacanze di aprile che stiamo passando da mia sorella a Nottingham come da tre anni a questa parte e, come da tre anni a questa parte, senza il Navigante, in missione per due mesi.
Sono partita sola, con i tre nani (di cui una con la febbre), un passeggino, una valigia da imbarcare, uno zaino e un trolley formato nani, così almeno quello se lo sono smazzolati loro. Ho preso l'aereo a Nizza, arrivo a Luton, navetta verso la stazione dei treni, due ore di treno e arrivo a Nottingham, dove ci aspettava mia sorella.
Abbiamo mangiato i panini fatti la sera prima come dei barboni sulle sedie della sala d'aspetto della stazione e siccome non volevo togliere il Francese dal passeggino, sperando che dormisse (speranza vana visto che si è addormentato all'ultima stazione prima di Nottingham), poi abbiamo fatto le due ore di treno nell'anticamera della carrozza con la Belva in braccio, il Francese che imperterrito chiacchierava nel passeggino e il Vitellino buttato per terra (grave errore...vedi successivo).
Arrivati da mia sorella devo dire che siamo stati graziati con il clima (domenica c'erano addirittura 20°!), ma siccome il 2017 non accenna a migliorare, abbiamo dovuto già far fronte a febbre delle Belva, scariche di gastroenterite sparse e, chicca delle chicche, pidocchi del Vitellino prima (presi molto propbabilmente sul treno di cui sopra) e del Cugino Piccolo poi, con conseguente trattamento di tutti quanti (4 adulti perché c'è anche mia madre, e 4 bambini grandi) e scongiuri che non li prenda il Francese, troppo piccolo per fare il trattamento chimico.
La sera che abbiamo scoperto i pidocchi io e la Sister siamo uscite a bere per disperazione...forse non ci si rende conto di cosa significa disinfestare dai pidocchi una casa dove vivono 9 persone...

Alle volte in tutto questo casino mi sembra di non riuscire nemmeno a vedere i miei figli durante l'intero arco della giornata, li metto a dormire con un bacio veloce la sera e mi dico "ma...di già??? Che fine ha fatto tutto il giorno?!". Alle volte francamente è impossibile vivere in 9 in 90mq senza scannarci a vicenda (soprattutto in una famiglia come la nostra), ma poi quando la Cugina Grande lava le mani al Francese senza che le si chieda niente, mia mamma tiene i bambini mentre io e la Sister facciamo la spesa e ci beviamo un caffè da Costa, mio cognato cucina per tutti, io e la Sister abbiamo il tempo di andare a correre quasi ogni giorno e riusciamo pure a fare gite fuori porta tutti insieme senza perdere qualcuno per strada...bè proprio queste cose mi ricordano quel proverbio africano che tanto mi piace: "Per educare un bambino ci vuole un intero villaggio".

E speriamo che almeno continui a reggere il tempo...

lunedì 3 aprile 2017

La Messa a Tolone

Io sono cattolica, più o meno praticante, nel senso che non vado a Messa tutte le domenica, né seguo strettamente le regole, ma cerco comunque di far entrare la religione nella nostra routine anche se so che potremmo fare molto molto meglio. Non è stato sempre così.
Sono stata cattolica per cultura, per educazione, quando andavo a Messa perché obbligata da mia madre o per fare catechismo. Per un po' durante la mia carriera agonistica, non lo sono stata quasi per niente, andando solo nelle feste comandante, quando non dovevo allenarmi o gareggiare.
Infine, quando mi sono trovata sola, lontana da casa 1000km e in una scuola militare, mi sono rifugiata in Chiesa per scappare da una routine schiacciante, mi sono rintanata lì per riposare, pensare, poi per cantare nel coro ed è stato lì che finalmente ho trovato quello che cercavo.
La Chiesa, andare a Messa, è per me un momento di calma assoluta, ascoltare parole e discorsi alle volte francamente incomprensibili, ripetere insieme a più persone le stesse parole come fossi in trance, una specie di momento estatico che mi mette in comunicazione con le persone attorno e con quel qualcosa/qualcuno più grande di noi, che sia Dio, Allah, Buddah o chi altro.
Come me, il Navigante, che ho trovato proprio in quella scuola militare, proprio in quel coro, con cui condivido questo senso religioso un po' al di fuori delle righe; con lui ho ascoltato messe in spagnolo nella nostra avventura expat in Andalucia, in polacco sul Cammino di Santiago, in svedese a Stoccolma, in francese ora ovviamente...che già è difficile seguire per filo e per segno in italiano, figurarsi in un'altra lingua! Ma è proprio il suono del parroco e delle persone che rispondono che mi piace e di cui non riesco francamente a fare a meno.
Alla nascita dei due nani grandi ho però praticamente smesso di andare a Messa, il mio momento estatico di calma e ascolto era diventato un momento di stress, dove andavo per dovere, ma in realtà non c'ero affatto dentro, troppo occupata e preoccupata che i nani non facessero casino.
Finché non ci ho riprovato qui, a Tolone, dopo aver scoperto che in varie chiese c'era la "messa dei bambini"; siamo quindi andati nella chiesa affianco casa nostra (ma di cui non si sentono mai le campane purtroppo, chissà come mai) e all'arrivo della Liturgia ci vengono letteralmente rapiti i bambini che vanno in un'altra stanza dove colorano scene tratte dal Vangelo del giorno, leggono e viene spiegato il Vangelo e imparano le canzoni della Messa. Per i bambini sotto i tre anni è prevista inoltre una "guarderie", ma penso siano in pochi ad usufruirne, anche perché se un bimbo ha bisogno di muoversi o piange, c'è la stanzetta dell'oratorio da poter utilizzare e dove si può continuare a sentire la Messa in video. I bambini rientrano dopo la recitazione del Credo, pronti per consegnare il soldino e per venire a farsi benedire dal prete durante la Comunione (si mettono in fila insieme ai genitori con le mani a croce sul petto, in modo tale che il prete sa se hanno fatto già la Prima Comunione o no).
Nel resto del tempo ci sono una quantità di bambini seduti a leggere o sdraiati al suolo a disegnare e nessuno si stupisce della cosa, anzi. Nel mio quartiere e in quelli vicino, vivono moltissime famiglie della Marina francese, tutte molto cattoliche e tutte con molti figli, tre come minimo, ma anche quattro, cinque o più e la Chiesa è sempre ricolma di bambini, tanto che quando se ne vanno per la Liturgie sembra proprio svuotata! Ma la Chiesa è pronta ad accoglierli, ad accettare che siano bimbi che non possono seguire una Messa per un'ora di seguito e mettono in atto svariati stratagemmi perché tutti ne escano contenti, senza sguardi straniti di vecchiette incartapecorite per il fatto che pretendi andare a Messa con tre bambini piccoli. I bimbi non si annoiano troppo e imparano, gli adulti seguono la Messa, il prete può "lavorare" in pace.
E quindi ora sono di nuovo una cattolica più o meno praticante :)

martedì 28 marzo 2017

Di passioni, valori personali e scelte imposte

L'ultimo post della Puff sul rugby mi ha spinto a chiederle consiglio, ma siccome il commento diventava un po' prolisso, ho pensato di scrivere un post, in modo tale da poter sottoporre il dubbio a più persone.
Allora le cose stanno così: io ho proprio voglia di iscrivere il Vitellino a rugby, oltre ad essere uno sport che mi piace e che possiede tutti valori in cui credo, lui ce lo vedo in pieno: è bello piazzato, alto e massiccio (veste già 6 anni e non ne ha nemmeno 5!), pieno di energia (anche troppo!) e ha una forte necessità di spenderla, questa energia in eccesso. Quest'anno visto il grande cambiamento in programma, ossia il trasloco, ho voluto evitare di iscrivere entrambi a qualcosa di nuovo, quindi ho lasciato solo la piscina, ma mi sono già informata per il prossimo anno e vicino a dove vivremo c'è una società di rugby che allena anche i più piccoli (under 6).
Ma, c'è un grosso ma, ossia il piccolo non fa altro che parlare di calcio, che vuole giocare a calcio, che "va bene provo rugby, ma poi farò calcio", "guarda mamma un campo di calcio"...tra l'altro non capisco come mai tutta sta fissa, visto che noi non guardiamo partite di calcio, non siamo tifosi, non guardiamo TV, se non qualche dvd o video su youtube (quindi niente pubblicità o cartoni sul calcio), infine qui a Tolone tutti i bambini fanno rugby ed è probabilmente l'unica città francese a non avere nemmeno uno stadio di calcio! Insomma non credo che sia una passione indotta dall'esterno, ma sia proprio una cosa sua.
Ora il calcio ma anche no, cioè da ex sportiva vedo il calcio come l'anti sport per eccellenza, dove gira tutto intorno a dei non-valori quali i soldi, l'apparenza, il farsi notare per poter avere delle chance e la violenza gratuita, che scaturisce per il solo fatto di essere diverso, appartenente a una squadra diversa. Non riesco a trovare un solo punto positivo in questo sport che non sia il fatto di fare comunque attività fisica, che è ottimo, ma purtroppo tutto il resto per me conta eccome, perché altrimenti se l'obiettivo fosse solo il movimento di per sè, non lo iscriverei da nessuna parte e lo farei solo giocare, correre, saltare nel giardino che sempre di attività fisica si tratta!
No, per me sport significa tanto tanto altro, è una scuola di vita che ti insegna qualcosa che la famiglia non riesce e non può insegnarti, è una passione che va al di là del "mi piace andare a correre o tirare due calci al pallone insieme agli amici", è amicizia, sacrificio di quello buono, competizione di quella buona.
Però, però...io, sua madre, chi sono per imporre uno sport, per dire "no la tua è la scelta sbagliata", per mettere in secondo piano i suoi desideri e fargli fare qualcosa che aggrada me, anche se ritengo che per lui sia meglio? Mia madre l'ha fatto con me, nella scelta del liceo, e ancora la rimprovero per questo...
So benissimo che questa non è una scelta di vitale importanza, che non posso paragonarla alla scelta del liceo e che posso sempre tornare sui miei passi, però mi sento un po' male ogni volta che lui si illumina pensando al calcio e so che rientrare in Italia, la patria di questo sport, non mi aiuterà nel dissuaderlo da questo forte desiderio. Al Vitellino ho quindi fatto questo discorso: "Quando rientriamo in Italia ti iscrivo a rugby per un anno, se non ti piace poi cambiamo e ti faccio fare calcio" sperando nel profondo del mio cuore non mi chieda mai di cambiare.

Che mi dite?

lunedì 27 marzo 2017

La grotte de Sainte Marie-Madeleine

Giovedì, venerdì e sabato sono state le prime giornate di primavera: pioggia e vento la loro caratteristica principale, yeah! Quindi scalpitavo per una domenica da passare insieme in mezzo alla natura, visto che le previsioni erano ben diverse.
Sinceramente non sapevamo bene cosa fare, finché mi si è accesa una lampadina e mi sono ricordata di un luogo suggeritomi da una coppia di siriani cattolici in asilo politico conosciuti al corso di francese; si trattava di una grotta raggiungibile solo a piedi all'interno della quale vi si trova una cappella dedicata a Santa Maria Maddalena.
Ci siamo un po' informati su internet per capire la difficoltà del percorso a piedi (abbiamo pur sempre tre nani da scarrozzare, di cui uno da portare in spalla!) e abbiamo deciso che poteva essere fattibile, quindi piccola spesa veloce nel market sotto casa per il pranzo al sacco e organizzazione sommaria prima della nanna.
Il mattino dopo, complice l'ora "persa" abbiamo fatto un'abbondante colazione, in modo tale da non dover aver il problema del pranzo troppo presto (comunque li rifocillavo lungo il cammino con frutta secca!), e siamo partiti verso le undici. Da Tolone ci si mette un'ora abbondante di macchina, sia che si vada per l'autostrada o sia percorrendo la strada normale, cambiano i km, ma non il tempo.
Abbiamo lasciato la macchina in uno dei parcheggi gratuiti attorno all'Hostellerie de la Sainte Baume, più precisamente quello centrale, da cui parte un sentiero dritto ben visibile. Alla fine di questa stradina c'è un piccolo ponticello e si entra nella forêt de la Sainte Baume, e il sentiero inizia a salire sia verso destra (chemin de roi), che verso sinistra (chemin du canapè). Noi siamo andati a sinistra, il sentiero è più facile, anche se leggermente più lungo, per poi ridiscendere dall'altro lato, dove il sentiero è più difficoltoso, ma più carino, proprio in mezzo al bosco.
La salita, come la discesa, per noi sono durate poco meno di un'ora e i nani sono stati davvero contenti, non hanno lagnato troppo e il Vitellino, appena siamo arrivati alla grotta, è entrato chiedendo se potevamo accendere una candelina per il nonno, come se non volesse fare che quello...lacrime a profusione...
Dopo aver visitato la chiesa, piccola e umidissima, che si raggiunge dopo una bella rampa di scale, ci siamo fermati a mangiare all'abri du pelerin, ossia il rifugio del pellegrino: una stanza con camino e qualche tavolo messa a disposizione per chi volesse mangiare il proprio pranzo al sacco. I bambini erano entusiasti! C'erano alcuni libri per grandi e piccini, oltre che acqua, bollitore del the e relative bustine, un paio di mele, un micronde e condimenti vari, e tutto il necessario per ripulire. Unico neo: in cima nessun bagno, quindi ai nani abbiamo fatto far pipì nel bosco, il Navigante essendo uomo non ha problemi a farla dove sia, io invece me la sono dovuta tenere fino all'Hostellerie (non che me ne freghi molto di farla in mezzo al bosco, ma c'era un viavai continuo di gente e non mi pareva il caso ;P) dove ci sono bagni gratuiti.
Vicino all'Hostellerie ci sono anche un bar dove poter mangiare e un ristorante, inoltre su prenotazione si può mangiare nell'Hostellerie stessa, dove i monaci domenicani preparano i pasti per i turisti ad orari ben precisi. Sul sito ci sono pure i menù di tutta la settimana, oltre che alle tariffe degli alloggi.
E' stata una bella giornata e i bimbi alla fine erano davvero cotti, vi lascio un paio di foto e se qualcuno avesse bisogno di info, non esiti a chiedere.

I vari percorsi per raggiungere la grotta.
Il bosco, la montagna e gli edifici intorno alla grotta
Altare principale all'interno della grotta
Chemin de canapè, quello che noi abbiamo fatto al ritorno

venerdì 24 marzo 2017

Ancora truffe, questa volta online

Sono anni che ormai noi utilizziamo internet per comprare e vendere, avevo pure fatto una sezione Mercatino qui sul blog, ma poi trasferendomi all'estero l'ho un po' abbandonata. Comunque sta di fatto che siamo abbastanza scafati anche con l'utilizzo di Paypal, ma ciò non toglie che stavolta, al contrario di qualche tempo fa quando siamo stati più sgami, ci siamo fatti (quasi) fregare.

Sto mettendo svariate cosucce sul sito francese Leboncoin, tra cui il nostro mitico passeggino trio tre ruote delle CAM a un prezzo davvero stracciato (50€ se qualcuno è interessato...) perché ormai il suo l'ha fatto e con il Francese usiamo solo il passeggino leggero.
Ricevo quasi immediatamente un messaggio di qualcuno interessato, ma che vuol trattare solo via mail, per me nessun problema quindi inizia uno scambio epistolare dove la tipa, piuttosto pressante, ci chiede di pagare via Paypal.
Nessun problema nemmeno quello, quindi ci chiede i dati e ci manda i suoi dicendo che appena il pacco sarà inviato Paypal sbloccherà il pagamento a nostro favore, non conoscevo questa metodologia, ma non mi è parsa così dubbiosa. Devo ammettere che sono stata fessa, se avessi ben guardato la mail di riepilogo di Paypal avrei notato subito che era un falso: service.paypalvirementenligne1@gmail.com ...sì, lo so siamo stati proprio pirli, solo che probabilmente ci interessava vendere il passeggino e non ci siamo fatti troppi scrupoli.
Quello che un po' in realtà mi aveva insospettito erano le insistenze della tipa (o tipo? Chi lo sa...) che chiedeva continuamente se i pacchi erano stati mandati, ma siccome ho imparato che nel mondo ce n'è parecchia di gente strana, l'ho bollato come un comportamento un po' fuori dalle righe magari dovuto al fatto che aveva bisogno urgente del passeggino.
Comunque, dopo aver smadonnato per due giorni prima per cercare un pacco adeguatamente grande che non abbiamo trovato, e poi per crearne uno ad hoc, spiediamo sto benedetto pacco per 50€ e mandiamo i riferimenti alla tipa.
In men che non si dica ci arriva una mail da Paypal dicendo che essendo un conto in Svizzera noi non avevamo le credenziali internazionali per accedervi e che avremmo dovuto versare 500€ che poi ci sarebbero state rimborsate. Ok fessi, ma non fino a questo punto.
Iniziamo quindi ad indagare prima con la tipa, che ovviamente ci rassicura che tutto è normale e quei soldi ci verranno subito rimborsati (ecccertooooo!!), poi cercando su internet e rendendoci definitivamente conto che fosse una truffa. Giusto per darvi qualche altro link: qui una pagina dove vengono spiegate le truffe a nome Paypal e qui un'altra esperienza simile alla mia, solo che il tipo è stato più sgamo di me e se n'è accorto prima di spedire l'oggetto in questione.
Quando abbiamo scritto dicendo che non avremmo spedito fino a che non avessimo avuto i soldi, la tipa o tipo ci ha pure minacciato di chiamare un avvocato se non avessi pagato (???? Sì, certo! Un avvocato ci vuole per te!!!) e poi ha inviato un'altra falsa mail dove venivamo avvisati che era stato aperto un procedimento legale nei nostri confronti. Insomma alla fine ha sparato tutte le cartucce che poteva sparare, ma in questo modo non ha fatto altro che ribadire quanto le sue azioni fossero fraudolente.
Alla fine per fortuna per noi è stata solo una gran rottura di palle: denuncia dalla Polizia prima poi blocco della spedizione, sperando che il passeggino arrivi integro; è vero, abbiamo perso 50€, ossia la spedizione che non ci verrà rimborsata, ma quello che più rode è essere stati presi per il naso in questo modo da qualcuno che si è approfittato della nostra buona fede.

Comunque mi raccomando di stare attenti quando vendete qualcosa su internet, evitate Paypal per quanto possibile e fate girare queste esperienze in modo tale che tutti possano proteggersi dai truffatori.